ACLI Baden-Württemberg
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"Trasferirsi in Germania - Una Guida per la Città di Stoccarda"

 

La scelta di venire a vivere in Germania, in particolare a Stoccarda, comporta inizialmente per tutte-i dei momenti di difficoltà nel confronto con un sistema di organizzazione del lavoro, dei rapporti sociale ed espressioni culturali con aspetti  molto diverso di quelli italiani.

Le ACLI Baden-Württemberg e il Patronato ACLI di Stoccarda con questa piccola guida hanno cercato di mettere insieme alcune informazioni che possono permettere ai nuovi arrivati a Stoccarda di orientarsi meglio e più facilmente nel sistema burocratico amministrativo tedesco.

Le informazioni e le indicazioni riportate su questa guida non sono esaustive e quindi è necessario approfondire le specifiche tematiche presso gli uffici competenti o sui siti internet  di riferimento.

Le ACLI Baden-Württemberg e il Patronato ACLI si augurano di fornire con questa guida un primo momento d’informazione che possa agevolare la vostra scelta di vivere a Stoccarda.

 

 

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Nuove tragedie dei migranti nel Mediterraneo e l'Europa continua a rimanere indifferente!

 

“Gli immigrati che lasciano le loro terre per sfuggire alla fame e alle violenze spesso vivono storie che ci fanno piangere e vergognare: esseri umani, nostri fratelli e sorelle, figli di Dio che, spinti anch'essi dalla volontà di vivere e lavorare in pace, affrontano viaggi massacranti e subiscono ricatti, torture, soprusi di ogni genere, per finire a volte a morire nel deserto o in fondo al mare". Sono queste parole di Papa Francesco che riportano a distanza di tempo immediatamente alle ultime immagini relative alle tragedie nel Mar Mediterraneo.

 

Numeri, numeri e ancora numeri ….. ormai in queste tragedie dell'immigrazione al largo del Mediterraneo i morti non hanno più un volto, ma stanno diventando solo numeri.

Gli ultimi tragici avvenimenti dei giorni scorsi davanti le coste maltesi e libiche non ci hanno dato questa volta immagini tragiche, ma solo qualche testimonianza di alcuni sopravvissuti che riferiscono solo del probabile numero delle vittime ( 500, 160, 250 ?). E questa volta la tragedia diventa ancora più grande perché sono state delle morti volute dalla crudeltà e della mancanza di scrupoli degli scafisti che nel caso di Malta hanno speronato volutamente l’imbarcazione.

 

Questa nuova tragedia, insieme a tutte le altre che stanno trasformando il Mediterraneo in un triste cimitero di esseri umani senza nome - solo quest’anno i morti sarebbero più di 2500, ma le cifre esatte non si conosceranno mai - interroga nuovamente e fortemente l'Europa sul responsabile ritardo sulle politiche di accoglienza dei migranti.

L’Europa, purtroppo, continua a rimanere indifferente alle tragedie dei migranti che quotidianamente avvengono al confine europeo del Mediterraneo e ne demanda gestione e responsabilità ai singoli Paesi direttamente coinvolti a gestire l’emergenza in mare.

Il problema dei profughi e migranti resta per l’Europa un impegno ancora ai margini della sua azione politica.

 

Non possiamo accettare e non esprimere sconcerto ed indignazione per l’atteggiamento – quasi cinico – che traspare dalle affermazioni dall’attuale Commissaria Europea per le migrazioni, la svedese Malmström, e cioè che l’EU non ha a disposizione le navi necessarie e nemmeno i soldi per  intervenire in modo adeguato.  D’altronde l’Italia con le sue operazioni di salvataggio ha favorito l’attività degli scafisti perché sicuri che le navi italiane avrebbero salvato le persone.

La nuova operazione Triton – il nuovo nome che è stato dato a Frontex Plus – che non sostituirà Mare Nostrum, ma dovrebbe aiutare l’Italia nelle operazioni in mare, non si sa come funzionerà e quante risorse finanziarie avrà. Si parla di circa 2-3 milioni di Euro al mese …. pochissimo rispetto a quanto l’Italia sta spendendo per l’assistenza e le azioni di salvataggio dei migranti.

All’operazione Triton, poi, hanno aderito finora solo Francia, Spagna e Germania: ben poca cosa rispetto ai 27 paesi dell’Unione Europea!

 

Non accettiamo l’idea che l’Europa diventi sempre più in una fortezza e chiediamo che tutti i milioni di euro che vengono investiti nel rafforzare militarmente i confini tra Spagna e Marocco, Grecia-Turchia, Ungheria- Serbia – come riportato da un’indagine dello Spiegel – siano destinati a migliorare le misure di accoglienza dei profughi.

 

Devono essere modificati gli accordi di Dublino e creati corridori umanitari che permettano ai migranti di poter raggiungere i paesi dove hanno famigliari e conoscenti che possono garantire per il loro mantenimento e poter presentare lì la domanda d’asilo.

 

L’immigrazione deve diventare una priorità in questi pochi mesi che rimangano del semestre italiano di presidenza dell’UE e che si riesca a far diventare il problema dei migranti un problema dell’Europa tutta e non solo dell’Italia.

La scelta del nuovo commissario per l’immigrazione, l’attuale ministro della difesa greco, Dimitris Avramopoulos, da anni componente del governo conservatore in Grecia, purtroppo non sembra andare verso una politica dell’accoglienza da parte dell’Europa.

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